Il cortile di Milano — Live Pigna in Cartoline da Callisto e Ultimo Respiro

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Siamo arrivati prima del previsto a Milano, in via Borsieri al 41. Stavo per entrare in un luogo storico e senza uguali. In quella stessa sala hanno suonato I grandi della musica internazionale ed italiana.

Ero soprappensiero, inoltre c’era mia figlia Denise con me, per fare le foto e documentare l’avvenimento ed ero piu propenso a prestare attenzione a lei invece che concentrarmi su quello che mi stava accadendo, di conseguenza ero un pò “distratto”

Entriamo finalmente nel Cortile di Milano, Massimo Caso è sulla porta per darmi il benvenuto, inizialmente non riuscivo a focalizzare, tutta la mia attenzione era concentrata sui pezzi da eseguire, nel frattempo Massimo mi invita ad accomodarmi nello studio e mi chiede che effetti usassi nelle mie esibizioni, io gli rispondo candidamente: Di solito uso il chorus ed il flanger… intravedo con la coda dell’occhio il viso terrorizato di Amedeo e mi spiazzo.

Intanto Massimo mi passa le cuffie mentre Amedeo dal banco regia controlla, analizza e corregge i diagrammi delle onde sonore, mi sembrava di vedere un chirurgo ad un tavolo operatorio, solo che il paziente ero io e non c’era anestesia 🙂
Sono seduto e strimpello, cerco di trovare una posizione comoda, inoltre in seguito allo strappo al tendine, il braccio è totalmente infiammato da oltre due settimane. Mentre accordo la chitarra sento che i peperoncini piccanti che ho mangiato la sera prima vogliono essere presenti anche loro all’avvenimento, la cosa mi aggrada poco.. ma come dire di no.

La situazione si fa caliente… Amedeo mi dice che c’è qualcosa di strano nella #chitarra io evito di approfondire e semplicemente tiro un paio di corde sulla giusta onda, Massimo mi spiega cosa devo dire e mi fa testare la voce…..

la voce era un disastro, avevo fumato una jolletta leggera per entrare nel “mood” ma per colpa del ginseng il mood sta diventando panico, iniziano a tremare le mani e so che a quel punto tutto puo trasformarsi in un semplice incubo.

Mi sistemo ed inizio a “saggiare” le cime della mia barca… alzo la vela, ascolto il vento e comincio a suonare….

Ora sto navigando in acque chete. Massimo al mixer sta provando i vari effetti, e poi aggiunge alla chitarra un semplice compressore. Il suono che mi arriva in cuffia è stupendo, va oltre ogni immaginazione. La chitarra è piena, presente, si muove con agilità. Si svincola dai problemi in cerca strade nuove e risponde bene, la sento correre sotto le mie dita e nonostante il dolore continuo a picchiare sui tasti come se fosse su un vecchio pianoforte. Lo faccio con ardore, fino a sentirne l’essenza.

Eseguire le mie composizioni in presenza di grandi professionisti come Massimo e Amedeo mi ha letteralmente svuotato da ogni preconcetto, mi sembrava di essere finalmente tornato sul mio pianeta. là dove  il suono è l’essenza e niente altro conta.

All’uscita ero galvanizzato, parlavo con mia figlia e mi rendevo conto che stavo parlando ossesivamente della mia #musica… come di solito faccio mi sono fermato per chiedereLe se fossi apparso normale con Massimo e Amedeo o se avessi dato adito a qualche dubbio in relazione alla mia pazzia congenita. Denise mi ha rassicurato dicendomi che sembravo una persona “normale” mi sono tranquillizato. Quindio sono salito in macchina, sono tornato a casa e sono svenuto dall’emozione… scherzooooo….

Picture @denise-farinato

Buon ascolto

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