Parliamo di #jazz con un personaggio incredibile scoperto su #Resonate.is Shaun Martin

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Qui da queste parti siamo sempre alternativi, mi piace molto il jazz, mi piace ascoltarlo dal vivo e mi piace ascoltarlo dal mio “device”.

Mi piacciono le voci, gli accenti, le rime, il modo in cui ognuno di loro percepisce il ritmo, come fosse una cosa innata, invece no, loro “i jazzisti” lo cercano, lo costruiscono, e lo costruiscono col tempo, e quello che mi piace di Shaun Martin è il modo in cui ti percuote il cervello con quel ritmo pazzesco, inoltre ogni strumento lo senti in tutta la sua armonia, signori questa produzione non è eccellente, è qualcosa di piu…. si va oltre.. si entra in un ambiente fatto di ritmi , percussioni, fiati, sezioni di sinteziatori che si accavallano, è una sorpesa dietro l’altra… è come fare parapendio.. non finisce mai. É tutta un’avventura.

Il #jazz l’ho ascoltato a #Chicago, poi a #New-York e anche a #Munchen e a #Milano, ogni città mi ha regalato un brivido diverso, le esecuzioni erano differenti, le sentivi vibrare in maniera diversa, mentre a New-York apparivano quasi arroganti nelle loro esecuzioni al punto di trascinarti nella loro sfera “quantistica” a #Milano erano soffici, gentili, entravano con calma avvologendo tutto… come la nebbia a San Siro.. poi a quel tempo le cose viaggiavano in maniera diversa. Mi ricordo… quando abitavo a New-York entrai nel giro dei musicisti #blues, e ci si procurava i lavoretti per il Week-end a vicenda, chiaramente poi durante la settimana si andava a vedere qualche concerto in uno di quegli strani locali che per accedere devi andare nelle cantine dei grattacieli, poi entri in quell’universo che sembra “congelato nel tempo” fumo nella sala, il tipo con una luce unica sul piano che ti strimpella un blues da paura… e solo per provare i livelli, e poi la sera si partiva, tra canne e compagnia bella, si tornava a casa dopo due giorni… ma sempre in tempo per andare a cantare nella Sinagoga in cambio di un centinaio di dollari da spendersi per il prossimo concerto.

Vi Lascio qualche immagine di quando sono ritornato a New-York ed ho reincontrato qualche vecchio amico 🙂

Ma ritorniamo a Shaun Martin… ultimamente come sapete ho aperto una casa discografica decentralizzata che gira su blockchain, robe serie, siamo parte di una cooperativa e le cose stanno iniziando a girare, chiaramente ho una casa discografica su resonate e non mi faccio la mia playlist?? sarebbe da idioti! Quindi stasera ho deciso di costrurimi la mia playlist personale usando quei 5/10 dollari che ogni tanto aggiungo al mio account ed ho iniziato a cercare i miei artisti jazz preferiti.. e tra questi chi ti ritrovo???

LUI!!! Shaun Martin.. davvero elegante, incredibile simpatico, umile intelligente, con gusto, e con due palle da paura!!!!!!

Mi sono scaricato, di lui, due titoli bellissimi.

il primo è Long Gone

Il secondo è indubbiamente One Big Party

E poi The Torrent

Shaun Martin lo trovate anche su Youtube

e vi posto la piu bella del suo ultimo Albun 7 Summers

Shaun Martin – Yellow Jacket (7 Summers)

Focus, The new Album from Shaun Martin out July 20, 2018 https://fanlink.to/SMartin Download 7 Summers: http://apple.co/1ekpAf2 or http://ropeadope99.bandcamp.com/album/seven-summers Written by : Shaun Martin Produced by : Shaun Martin Directed by : Andy LaViolette Shaun Martin – Piano Keith Taylor – Bass Robert “Sput” Searight – Drums Frank Moka – Percussion Recorded at Luminous Studios by Tre Nagella Shaun Martin on Facebook: http://on.fb.me/1SS3ccz Shaun Martin on Twitter: https://twitter.com/Shunwun Ropeadope on Twitter: https://twitter.com/ropeadope Subscribe to our channel for more

Chiudo l’articolo lasciandovi l’indirizzo del suo sito web….

Buon serata e ricordatevi di USARE #BRAVE SE VOLETE SOSTENERE QUESTO #BLOG

http://www.shaunmartinmusic.com/about.html

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